01/02/2021 |

Forfettario: essere o non essere?

Stai per aprire una Partita IVA (o ne hai già una) ed entrare così nel meraviglioso mondo dei freelance? Benvenuto tra noi!
Insieme a Quickfisco , il partner che ci aiuta a capire meglio il tema fiscale del “Forfettario”, abbiamo preparato per te questa breve guida, che ti aiuta a farti di un’idea su come sia meglio muoversi e su quale sia per te il regime fiscale più conveniente.
Leggi e scopri se il Regime Forfettario è quello giusto e preparati a lanciarti, ma non senza paracadute!

Regimi fiscali per partite Iva a confronto

Cominciamo con un po’ di cultura generale. Esistono tre tipi di regimi fiscali: ordinario, semplificato e, forfettario.
I tre moschettieri si differenziano per diverse regioni, che vedremo una a una, cercando di essere il più chiari possibile.
1. Il regime ordinario
È il regime che si applica ai professionisti e alle aziende (S.p.A o S.r.l.) quando il fatturato supera i 400.000 euro/anno per i servizi e i 700.000 euro/anno per altre attività.
Questo regime presenta una serie di obblighi e oneri, che vanno dal registro incassi e pagamenti allo spesometro, dalla dichiarazione IVA trimestrale ai registri iva, con una complessità che solo un bravo professionista può aiutarvi a gestire.

2. Il Regime semplificato
È rivolto ai professionisti e alle società di persone, che possono però accedervi solo se costituite in forma di S.N.C. o S.A.S.
I limiti di fatturato: inferiore ai 400.000 euro/anno per i servizi e inferiore a 700.000 euro/anno per altre attività.

3. Finalmente, il nostro eroe: il Regime Forfettario
È solitamente la soluzione migliore per tutti i professionisti alle prime armi perché minimizza i rischi finanziari e semplifica la gestione. Con una tassazione agevolata e molti meno obblighi rispetto agli altri due, permette di avere il tempo per capire se l’attività ha le carte in regola per decollare.
Ma andiamo con ordine. La soglia di fatturato da non superare è fissata a 65.000 euro/anno indipendentemente dal tipo di attività che si svolge, dunque a prescindere dal codice ATECO. L’elenco delle attività, con i relativi codici, è presente sul sito dell’Istat. Se non stai più nella pelle e vuoi correre a spulciarle puoi cliccare qui.

Regimi Forfettario: quale imposta sostitutiva?

Il vantaggio principale del regime forfettario è proprio la definizione di una imposta sostitutiva fissata sull’imponibile, che corrisponde alla percentuale in cui verranno tassati i propri guadagni. Una quota che può essere del 5% o del 15% a seconda delle caratteristiche dell’attività che si va a svolgere.
Viene spontaneo chiedersi come mai ci siano forfettari “privilegiati”, che pagano solo il 5% dell’imponibile e altri che sono costretti ad arrivare al 15%.
La spiegazione è semplice e non prevede nessun privilegio: l’aliquota agevolata del 5%, che è prevista solo per i primi 5 anni dall’apertura dell’attività, serve ad agevolare gli startupper assoluti, cioè coloro che si mettono a costruire da zero un’attività.

Ma, in pratica, chi rientra nella definizione di Startupper e paga solo il 5% per i primi 5 anni?

– Chi non ha svolto, nei tre anni precedenti l’apertura della partita iva, una qualsiasi attività di impresa, anche di tipo familiare, anche all’interno di una società
– Chi parte da zero, cioè non ha mai svolto prima quell’attività, neanche come dipendente. Questo significa che l’attività non deve in alcun modo essere una continuazione di attività già svolta in precedenza. Ovviamente sono esclusi i tirocini o i periodi di praticantato obbligatori per alcune professioni.

In tutti gli altri casi, l’imposta sostitutiva sarà sempre del 15%.
Ricordati che dopo 5 anni, comunque siano andate le cose, l’aliquota passerà al 15% e ricordati anche che gli obblighi e gli adempimenti fiscali rimangono gli stessi.

Se non fatturo non pago le tasse. O sì?

Sì e no. Ci sono “costi fissi” per alcune attività che potrebbero comunque dover essere sostenuti e consistono in:
– Imposta sostitutiva
– Contributi previdenziali

Ma niente panico! Nel caso dei Forfettari questi costi possono essere ridotti o annullati.
Ne ha parlato Quickfisco più diffusamente qui.

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