16/08/2020 |

Il Libero professionista vs Le Vacanze (ad agosto)

Il libero professionista vive in un limbo.
Non stiamo parlando dell’anticamera dell’Inferno dantesco (anche se…).
Parliamo della dimensione sospesa tra il non sentirsi MAI davvero in vacanza e l’essere visto da tutto il resto del mondo come colui che è SEMPRE in vacanza.
Il libero professionista è per molti quell’essere mitologico che riesce a guadagnare a sufficienza per potersi permettere di andare a fare la spesa e che può decidere di andarci alle 11.00 del mattino di un martedì feriale.

E questo confonde. Quindi le conclusioni plausibili per tutti quelli che non sono freelance sono essenzialmente due, o è un privilegiato o è sempre in vacanza. Che poi è la stessa cosa.

Ma l’apparenza inganna, si sa

In realtà, ne abbiamo già parlato qui, il freelance non è proprio il numero uno nel ritagliarsi il suo tempo libero. Spesso, spessissimo in realtà, non stacca facilmente la testa dai pensieri di lavoro. Clienti nuovi, pagamenti arretrati, tasse, progetti da sviluppare, idee da farsi venire, probabilmente sono questi i pensieri che gli occupano la mente mentre lo immaginate libero e felice davanti allo scaffale dei cereali in quei privilegiati martedì mattina.

Esistono anche delle volte in cui si ritrova a lavorare di notte o nei weekend o quando nessun altro lavorerebbe mai, nemmeno sotto tortura.
Questo perché ha avuto una grande ispirazione?
Possibile.
Perché ha gestito in modo pessimo il suo tempo e ora è in ritardo sulle consegne?
Decisamente più probabile.

Ma comunque non siamo qui per cercare di fondare una Lega per la salvaguardia del libero professionista, vogliamo solo ricordare che gestire il tempo per chi deve darsi delle regole autonomamente non è sempre facile e che a volte anche chi vorrebbe essere libero si deve scontrare come la dura realtà.
Un esempio?

Il libero professionista e le ferie ad agosto

Eccoci pronti a schiantarci sul muro di cemento armato della verità: agosto non esiste.

 

Agosto dal punto di vista professionale è il NON mese per eccellenza. Non si può scegliere se staccare ad agosto, ad agosto si DEVE staccare, non si può fare altrimenti. In Italia (perché questa è una peculiarità tutta nostra) in questo caldo mese estivo TUTTO si ferma. Nessuno ti risponde al telefono, le mail nemmeno a parlarne, nessun cenno di vita da committenti e clienti. Zero assoluto. Perché in Italia ad agosto ci si sente dopo il 15 di sicuro, ma anche dopo il 20, ma facciamo che ci si sente a settembre che facciamo prima.

E se noi che abbiamo scelto la libera professione, anche per poter decidere quando andare in vacanza, volessimo andarcene in qualche spiaggia lontana a settembre e lanciare il telefono in mare?
Possiamo?

Certo! Siamo in un paese libero. Però ricordiamoci che in spiaggia con noi verranno anche:
l’ansia di aver perso tempo ad agosto;
la casella email che esplode;
le telefonate di chi è rientrato a pieno regime e ti chiederà ”Ma come in ferie? Non ci sei andato in agosto?”;
e sempre l’ansia, ma del ritorno, quando dovrai recuperare tutto quello che non hai fatto mentre cercavi di staccare.

Privilegiati quanto basta?

Come diciamo sempre, e non ci stanchiamo di ripeterlo, noi liberi professionisti non siamo né privilegiati né perseguitati, abbiamo solo fatto una scelta diversa, di certo un po’ ardita di questi tempi, ma comunque volontaria.
Dovremmo solo trovare il coraggio di prenderci il nostro spazio, senza assecondare sempre i ritmi di una routine che non ci appartiene (che ci ha portato infatti a fare questa scelta professionale).
Iniziare a creare davvero la nostra quotidianità e le nostre ”regole”, tipo andando in ferie a settembre, lasciando a casa l’ansia e rispondendo alla domanda:
”perché non sei andato in vacanza ad agosto quando ci vanno tutti?”
con un bel: ”per quello”.

 

 

 

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