Matteo Panciatici

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Business plan: nel 2020 serve ancora?

Business plan: nel 2020 serve ancora?

03/09/2020

Non prendiamoci in giro.
Scrivere un Business Plan è come una pallonata dritta sul naso. In inverno. Con meno tre gradi.
Perché? Mah, le ragioni sono tante.

Prima di tutto bisogna scrivere un sacco. E non di quanto tu sia preso bene dalla cosa, di quanto pensi che possa far bene la tua nuova startup ai tuoi clienti e di quanto sarà fantastico il mondo quando la tua azienda avrà migliaia di dipendenti e miliardi di valore in borsa. No, scordatelo. Devi scrivere un documento molto freddo, rigido, “numerico” e che deve seguire anche alcune regole o meglio, canoni.
Ed è faticoso perché comunque i competitor, il mercato, il target e altre cose nella tua testa le hai già, le hai già cercate, analizzate e ti verrebbe da dire a chi legge: “senti, fidati, non ho i miliardi e se ho deciso di investire il mio tempo in questa cosa è perché credo che esista un mercato e un cliente da raggiungere, e anche se non ci fossero, nel mio cavolo di business plan scriverei qualche ca**ata affinché sembri il contrario pur di convincerti a credere nella mia startup e darmi dei soldi”.

Ecco, questo è il problema più grande che identifico nella stesura di un business plan. Devo ancora leggere un Business Plan dove la conclusione è: “non si può fare”. Pensate che il 90% delle startup fallisce avendo tutte sicuramente un business plan da esporre e di cui gongolarsi.

Per me il business plan non deve essere uno strumento per convincere gli altri: se la pensi così ti fregherai per conto tuo e cadrai nell’utopia del tuo sogno che già diventa realtà pur di ottenere qualcosa. Il business plan ha come primo fruitore l’imprenditore stesso.
Compilando questo documento, che ricordo essere comunque una mazzata sulle gengive, l’imprenditore è costretto a mettere nero su bianco tutto ciò che fino a quel momento esisteva solo nella sua testa. Riesce a capirne meglio le contraddizioni, i problemi, la fattibilità e, magicamente, qualcosa che sembra funzionare.

Penso che, nella mia esperienza, le migliori idee per IANG ci siano venute proprio compilando il Business Plan perché lo vedi, è lì davanti a te il fatto che i numeri non tornano, non sono credibili, il cliente che stai descrivendo può esistere solo nella fantasia di qualche sceneggiatore di Hollywood: e allora cambi, modifichi, migliori!

Quindi pensate a questo quando vi accingete a scrivere un business plan, prendetelo come uno strumento utile per migliorare la vostra idea e non come strumento di persuasione per qualche investitore.

Male che vada, sarà un po’ meno noioso da scrivere