24/05/2020 |

Non aver paura di sbagliare.

Gli errori fanno parte della nostra vita.

La nostra comune formazione ci spinge continuamente ad evitarli, a temerli.

Ed è così che da quando siamo a scuola si è spinti non tanto dal cercare di fare bene una cosa, un compito, ma di evitare l’errore.

Chiaro che nel contesto scolastico un errore porta inevitabilmente ad un abbassamento del voto, con conseguenze sul percorso scolastico.

Mi chiedo però se educare intere generazioni con la convinzione che l’errore sia una cosa assolutamente da evitare sia la strada giusta per la crescita individuale e sociale.

Tutti conosciamo il detto “sbagliando s’impara” che però solitamente viene usato come veloce e misera consolazione quando si commette un errore.

Dovremmo invece imparare ad accogliere in modo positivo gli errori.

Senza errori non c’è innovazione. Senza errori non c’è crescita. Senza errori si rischia di fare solo cose che sono all’interno della nostra zona di comfort.

Sono stato a Barcellona in Erasmus e il loro metodo di valutazione universitario è leggermente diverso da quello Italiano, almeno per quanto riguarda gli studi che ho frequentato, ovvero quelli di Architettura.

Diciamo che in linea di massima in Italia se fai “il tuo”, non commetti errori e rispondi in modo corretto alle domande, dovresti raggiungere il massimo dei voti senza troppi impedimenti.

In Spagna, o almeno in Catalogna dove sono stato, con questo approccio si arriva al minimo per passare l’esame.

Questo perché per aspirare a voti più alti non serve fare meno errori ma serve andare oltre, esplorare, far capire di aver fatto propria una materia, a prescindere dal fatto di fare piccoli errori provandoci.

In questo modo un alunno è portato ad uscire dalla mentalità del “fare il mio” per provare qualcosa di nuovo, di diverso e, forse, di migliore.

Sbagliare ed affrontare le naturali conseguenze vuol dire crescere ed arricchirsi.

Ovvio che ogni tanto si dovrebbe cercare di azzeccarne una ma se per fare meno errori dobbiamo non fare niente, allora tanto vale sbagliare provandoci.

Alla fine come diceva Einstein “chiunque non abbia mai commesso degli errori, non ha mai provato a fare qualcosa di nuovo”.

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