19/07/2020 |

Quanto vale il tempo libero per un creativo?

Volevamo cominciare con una domanda diretta, tipo:
quanto tempo libero riuscite a ritagliarvi in una settimana?
Ma poi ci abbiamo riflettuto e abbiamo capito che la domanda giusta è:
quanto conta per voi il tempo libero?

I liberi professionisti non sono tutti uguali, ovviamente, ma pare che ci siano dei punti in comune. Uno di questi, purtroppo, è quello di non prendersi tempo.

Con la scusa della libertà ( e anche della consapevolezza di aver un guadagno proporzionale alla quantità reale di lavoro) ci dedichiamo completamente ai nostri progetti senza badare a orari e giorni. E spesso, ci guardiamo indietro e ci rendiamo conto che non ci siamo presi davvero un giorno libero per staccare e nemmeno qualche ora che fosse veramente sgombra da pensieri che hanno a che fare con la nostra professione.

La libera professione, in questo impasto di responsabilità e autodisciplina, diventa troppe volte meno libera di un lavoro da dipendente. Non che ci sia qualcosa di male nell’essere dipendente, ma è quello che abbiamo scelto?

Ma cos’è davvero il tempo libero?

La prima risposta che ci viene in mente è RIPOSO. Uno spazio di tempo in cui non lavoriamo, ci svaghiamo, facciamo altro o non facciamo nulla. E non fare nulla ci è stato sempre venduto come il male assoluto. Nel mondo occidentale di oggi tutto quello che non è produttivo vale molto poco.

In realtà prendersi del tempo fuori dalle nostre mansioni, prima di tutto, è uno strumento di lavoro.

Soprattutto per noi creativi.

Lavorare senza sosta ci induce a produrre in modo meccanico e a pensare in modo altrettanto schematico. Ci dimentichiamo della passione che ci muove e pensiamo solo in funzione del ”tirare fuori qualcosa di buono” sufficiente a farci passare al progetto successivo.

Ma la creatività dentro questi ingranaggi smette di respirare.

Quel tempo che identifichiamo come vuoto e perso, in realtà se usato bene, è spazio libero per i pensieri.

Aria nuova.

Senza vuoto nulla di nuovo può entrare

Qualche anno fa, durante un viaggio in Sud America, ci siamo imbattuti in un modo di dire ( o per lo meno così ci è stato venduto) che non dimenticheremo facilmente: se vuoi qualcosa di nuovo svuota gli armadi.

Anche noi quando l’abbiamo sentita abbiamo fatto la stessa faccia che state facendo voi ora.

Ma pensandoci su è molto chiara.

Se non creiamo spazio, se non mettiamo alla porta i pensieri ricorrenti e diamo un ordine a quelli che vogliamo tenere ancora nel nostro armadio, non avremo modo di capire cosa ci manca e di cosa abbiamo bisogno.

Abbiamo già parlato di quanto sia importante l’ispirazione quando si è dei creativi ( se ve lo siete perso  trovate l’articolo qui), ma niente di ispirante può entrare in una testa sovraccarica.

Continuando a produrre a testa bassa corriamo il rischio che le nostre idee, e di conseguenza i nostri progetti, inizino a perdere colore e smalto.

E di solito, poco dopo, perdiamo anche lo stimolo per crearne di nuovi.

Vi sentiamo, sappiamo che state pensando ” E dove lo troviamo il tempo per prenderci il tempo libero?”

Vi consigliamo di andare ad ascoltare una risposta possibile dalla bocca di Stefan Sagmeister, uno dei più importanti graphic designer contemporanei, in un suo Ted Talks di qualche anno fa.

Forse il suo modo di vivere e lavorare vi sembrerà un po’ ardito, ma solo noi possiamo scegliere come spendere il nostro tempo. Ne buttiamo a bizzeffe occupandolo di piccoli gesti che ci distraggono, ma  che non aggiungono nulla che sia di qualità alla nostra giornata.

Pensiamoci.

Abbiamo avuto il coraggio di essere liberi professionisti sapendo quanti rischi questa scelta comporta. Non seppelliamo tutti i lati positivi che ci hanno portato a prendere questa decisione sotto il peso delle responsabilità e della visione meccanica del lavoro di cui ci farciscono fin da piccoli.

Facciamo spazio e respiriamo.

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